MATRIARCATO D'OCCIDENTE

Chiesa cattolico-guglielmita

                  CHIESA GUGLIELMITA

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Serenissimo Matriarcato di Venezia

La Chiesa Guglielmita compie 750 anni di storia, da quanto Guglielma di Boemia arrivò a Milano intorno al 1260 d.C. e fondò pubblicamente la congregazione dei Guglielmiti con il permesso ed il sostegno materiale ed economico dei monaci cistercensi di diritto pontificio.

La chiesa Guglielmita ha una consuetudine di sacerdozio femminile ultracentenaria, protratta in forma pubblica e senza interruzione per circa 40 anni, fino al 1300.

Secondo il diritto canonico (Codex Iuris Canonici), solo i maschi battezzati possono accedere al sacro ministero come principio generale. Ma vi sono state  nella lunghissima tradizione della Chiesa anche delle eccezioni riguardanti speciali privilegi ad personam (es. regine, badesse, sante, ecc.), conferiti dai romani pontefici a delle donne, al di fuori della loro specificità sessuale. 

Nel futuro della chiesa, probabilmente, il termine maschio verrà tradotto dal latino con "uomo, inteso come l'essere umano battezzato, estendendo il concetto all'umanità salvata da Cristo". Tale futuro della chiesa è inarrestabile ed è già stato in qualche modo anticipato ed avviato da papa Benedetto XVI che, rinunciando al titolo di Patriarca d'Occidente, considerandolo ormai obsoleto, si è scrollato di dosso la polvere dei secoli e ha fatto un balzo in avanti, senza però rinunciare alla tradizione che rappresenta, nel bene e nel male, la memoria storica. Se il papa è andato avanti in previsione del futuro, la chiesa è rimasta ancorata alla sua immemomarabile tradizione patriarcale, cosa da cui non può prescindere senza prima cambiare completamente se stessa.

Ma allo stato attuale, la consuetudine protratta nel tempo per almeno 30 anni supera, sempre secondo il diritto canonico, tutte le leggi contrarie. Inoltre, qualsiasi tradizione ultracentenaria, supera anche qualsiasi interdizione futura.

La chiesa cattolica e apostolica romana, che è di tradizione patriarcale, afferma di non avere alcuna autorità per conferire il sacerdozio alle donne, al di fuori naturalmente dei casi citati di speciali privilegi conferiti dalla sede apostolica. Ciò per il momento è un bene. Perché una chiesa di tradizione patriarcale e che continua ad essere tale nella sua struttura gerarchica e nel suo governo, non può e non deve avere alcuna autorità sulle donne in linea di principio.

Ecco perché la chiesa cattolica Guglielmita, organizzata in forma di matriarcato, fa eccezione, secondo il diritto canonico, rispetto all'impossibilità della chiesa di tradizione patriarcale di conferire il sacerdozio alle donne. Essa è la sola chiesa sui iuris ad avere l'autorità per conferire il sacerdozio femminile inteso come principio generale (al di fuori dei sempre possibili privilegi apostolici), grazie alla consuetudine stabilita dal diritto stesso.

I fatti storici dell'Inquisizione che hanno portato nell'ombra il matriarcato guglielmita rispetto alla vita pubblica, sono avvenuti 40 anni dopo la sua fiorente attività in mezzo ai fedeli, favorita dai monaci cistercensi e sono riconducibili a terribili lotte politiche dell'epoca e ad un pensiero teologico molto avanzato riguardante l'azione dello Spirito Santo sulla donna sacerdote e la sua consustanzialità a Cristo sposo. Tale pensiero però non fu la causa della censura inquisitoria, ma solo la scusa addotta. Infatti lo stesso pensiero venne ripreso in seguito anche dal dottore della chiesa Santa Caterina da Siena. Il vero motivo fu politico e riguardò la lotta tra Bonifacio VIII e Maifreda da Pirovano, che venne proclamata papa dal popolo di Milano riunito nella cattedrale di Santa Maria Nascente (attuale abside del Duomo di Milano) per celebrare la Pasqua del 1300, durante una messa solenne officiata da Maifreda, che era anche la cugina di Matteo I Visconti, Signore di Milano. Il coraggioso atto pubblico di Maifreda nell'accettare un pontificato che si scontrava necessariamente con il romano pontefice dell'epoca, nonostante i tragici risvolti che ebbe sulla sua vita personale, mise per sempre al riparo la consuetudine del sacerdozio femminile che è giunta fino a noi. Perché da quel preciso momento nessuna autorità religiosa esterna alla chiesa guglielmita avrebbe più potuto revocare tale consuetudine. Maifreda, nell'accettare quell'elezione avvenuta per proclamazione popolare (dunque si trattò di una proclamazione legittima secondo gli antichi canoni della chiesa), da parte del popolo milanese che invece considerava illegittimo il successore di Celestino V, perse la sua vita e salvò il diritto del sacerdozio delle donne per sempre.

Oggi la Chiesa guglielmita non è più scismatica secondo il CIC (il Codice di Diritto Canonico), perché non ha mai rifiutato la comunione ecclesiale con papa Benedetto XVI e si è posta così con la Matriarca d'Occidente Chiara van Ellinkhuizen in un cammino ecclesiale di chiesa sui iuris per tacito assenso.   

La Matriarca d'Occidente discende per linea materna dalla famiglia Remedi, di cui Domenico fu Vicario Generale del Duca Galeazzo Maria Sforza e molto amico di sua madre, la guglielmita Bianca Maria Visconti, che posò per l'affresco di Santa Guglielma che si trova nella chiesa di S. Andrea a Brunate e che finanziò la costruzione della chiesa. 

Tutte le donne che avessero ricevuto uno speciale privilegio ad personam per il foro interno (cioè da esercitare per la coscienza) nella chiesa cattolica, possono rivolgersi alla Matriarca d'Occidente che, dopo le opportune verifiche, potrà riconoscere l'esercizio del loro sacerdozio per il foro esterno (in forma pubblica per i fedeli) nella chiesa guglielmita, incardinandole nel governo del matriarcato.

In particolar modo, sono riconosciute in automatico come appartenenti anche alla cultura guglielmita e con essa intrisecamente legate, tutte quelle traslocazioni femminili avvenute nella storia in seno alla chiesa cattolica.

Il matriarcato ha origine dalla fondazione per isituzione divina (rimandiamo ad altra sede la questione), ma solo la Chiesa di tradizione Guglielmita è stata capace di essere una Chiesa, cioè di darsi un'organizzazione gerarchica con un papa donna e delle donne cardinali.  

 

 

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